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UNA MANIFESTAZIONE DA RECUPERARE

Il rilancio del Festival di Napoli? Parole, parole soltanto parole

Musica, Senza categoria | 5 Febbraio 2019

E’ iniziata la settimana più attesa per gli appassionati del Festival di Sanremo, la più temuta per quelli che lo detestano. E non serve a nulla cambiare canale, perché si parla di Sanremo ovunque, non solo in televisione, dove si susseguono i programmi che ospitano cantanti  in gara o vecchie glorie del passato, ma negli ultimi anni anche sui social.

Fino a domenica prossima gli italiani non dibatteranno più di politica e di calcio, ma si accapiglieranno a colpi di post e di tweet per difendere l’esibizione del loro cantante preferito o per massacrare le canzoni degli altri concorrenti in gara.

Non più una nazione di allenatori di calcio, ma per una settimana tutti critici musicali che dissertano di vocalizzi ed acuti come se fossero i giudici di un talent show.

E a giudicare dalla scelta del direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni, di inserire molti rapper fra i big in gara quest’anno il dibattito è destinato ad infuocarsi anche più del solito.

Eppure c’è stato un tempo in cui a Napoli tutto il clamore che oggi suscita Sanremo, lo scontro fra “bande” di sostenitori dell’uno o dell’altro cantante avveniva anche per un’altra manifestazione canora: il Festival della Canzone napoletana, meglio noto come il Festival di Napoli.

Quando il Festival di Napoli contendeva a Sanremo il primato della manifestazione canora più seguita

Il Festival di Napoli, infatti, nacque nel 1952, solo un anno dopo la prima edizione del Festival di Sanremo. Fino all’inizio degli anni ’70, i due festival si sfidavano “a colpi” di canzoni per conquistare il primato della manifestazione canora più seguita in Italia, andando entrambi in onda sulla Rai e tenendo incollati davanti alla televisione milioni di italiani.

Molti ricorderanno, infatti, che nel film “Operazione San Gennaro” il furto del tesoro del santo avviene proprio in contemporanea col Festival di Napoli, quando la città era completamente assorta davanti alla televisione in bianco e nero. Indimenticabile la  scena in cui un’intera famiglia non distoglie neanche per un attimo lo sguardo dallo schermo nemmeno dopo lo scoppio della bomba organizzato dalla banda di ladri guidati da Nino Manfredi.

Questa competizione fra i due festival è durata quasi venti anni e vedeva gareggiare tanti cantanti che partecipavano ad entrambe le manifestazioni, così spesso accadeva che dei cantanti che non avevano nulla a che fare con la musica napoletana si mettessero per la prima volta alla prova cantando in dialetto napoletano.

Gli anni d’oro del Festival di Napoli

Sul palco del Festival di Napoli – che fino al 1964 è stato quello del Teatro Mediterraneo della Mostra D’Oltremare per poi spostarsi al Politeama – sono passati tanti grandi interpreti della canzone italiana, come Giorgio Gaber, il “reuccio” Claudio Villa, Iva Zanicchi, Fred Bongusto, Milva e attori come Franco Franch e Nino Taranto che vinse l’edizione del 1967 col brano ” ‘ O matusa”.

Tappa obbligata per i grandi interpreti della canzone napoletana, come Mario Merola, Peppino Di Capri, Sergio Bruni, Nunzio Gallo, Gloriana, Fausto Cigliano, Angela Luce. Uno dei principali protagonisti del Festival è stato Aurelio Fierro, che ne vinse ben quattro 4 edizioni, la prima delle quali nel 1956 con il brano “Guaglione”, portato al successo anche grazie alla celebre interpretazione di Renato Carosone. Dieci anni dopo presentò dallo stesso palco in coppia con Giorgio Gaber la canzone “‘A pizza”, che non vinse ma è diventata una delle canzoni napoletane più popolari.

Nella storia del Festival di Napoli, infatti, sono state tante le canzoni lanciate da quel palcoscenico che poi sono diventata dei “classici” della canzone napoletana. Una di queste perle degli anni d’oro del Festival di Napoli è quella che vinse nel 1964, quando trionfarono Ornella Vanoni e Domenico Modugno con “Tu sì ‘na cosa grande”.

Cala il sipario sul Festival di Napoli

Nel 1971 improvvisamente il Festival di Napoli chiuse i battenti. L’edizione di quell’anno, infatti, prese il via ma non fu portata a termine.

Solo dopo diversi anni, nel 1981, fu organizzata un’edizione ma senza successo. Successivamente, a partire dal 1998, il Festival di Napoli è ritornato sul piccolo schermo, andando in onda su Rete4 fino al 2004, ma lo spirito che animava il festival delle origini ormai si era perso.

Da allora per vedere gareggiare cantanti napoletani con brani inediti è rimasto solo il Festival di Sanremo, ma ci sarebbero tutti i presupposti, sia in termini di interpreti che di produzione musicale, per far rivivere di nuovo il Festival di Napoli.

Mogol e la sua proposta di rilanciare il festival di Napoli

Ad alimentare le speranze di rivedere il ritorno del Festival di Napoli è stato Giulio Repetti, in arte Mogol, il più importante autore italiano di testi di canzoni, fondatore e direttore del Cet, il Centro europeo di Toscolano che è considerato l’università della musica popolare.

Aveva destato grande interesse nel 2017, in occasione della premiazione a Napoli del grande paroliere di Battisti, una sua dichiarazione “a sopresa” , in cui annunciava che  il Festival di Napoli avrebbe riaperto i battenti nel 2019.

Mogol aveva raccontato di essere stato chiamato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per rilanciare in grande stile il Festival di Napoli, del quale avrebbe dovuto essere il nuovo direttore artistico. Ed era anche sceso nei dettagli, parlando di un lavoro già avviato per preparare gli artisti e gli autori, spendendo parole di apprezzamento per il panorama musicale napoletano e  ripromettendosi di valorizzare la creatività partenopea. Un Festival di Napoli che nelle sue intenzioni doveva vedere sul palco canzoni in lingua napoletana ma anche in italiano, perché poteva rappresentare un modo per rilanciare anche la musica italiana.

Da allora alle dichiarazioni di Mogol, però, non hanno fatto seguito delle azioni concrete e il progetto di rilanciare il Festival di Napoli è fermo al palo.

Un Festival di Napoli nel solco tracciato da Pino Daniele

Eppure il panorama musicale napoletano avrebbe gli artisti, gli autori e tutte le professionalità per dare vita ad una manifestazione canora alternativa al Festival di Sanremo.

Ne aveva dato prova Pino Daniele che negli ultimi anni al Palapartenope nei suoi concerti aveva portato con lui sul palco tantissimi interpreti della musica napoletana, che spaziavano dal pop al rap, dalla canzone napoletana classica al blues.

E se dovesse finalmente ritornare a vivere il Festival di Napoli già sapremmo a chi  intitolare il “premio speciale” della giuria. Intanto per quest’anno ci consoleremo con il Premio alla Carriera che il Comune di Sanremo ha deciso di attribuire a Pino Daniele in quanto “figura di spicco e completa nel panorama della canzone d’autore italiana”.

Sabrina Cozzolino

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 5 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Febbraio 2019

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