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UNA NUOVA PARTENZA

Napoli, vincere e perdonarsi: la Coppa Italia per salvare una stagione buia e amara

Sport | 14 Gennaio 2020

Perdonarsi.

Ovvero smetterla di criticarsi e guardare avanti, nel tentativo di raddrizzare una stagione che, nata con ambizioni di primo livello, si sta maledettamente rilevando stregata e complicata. E’ questo, al momento, il primo e immediato obiettivo del Napoli, per far sì che l’incessante crisi di risultati non mini gli innegabili ed evidenti progressi comunque riscontrati sul piano del gioco e delle prestazioni offerte.

Fin qui, infatti, l’avvicendamento tra Ancelotti e Gattuso sulla panchina azzurra non ha restituito i frutti sperati. In quattro incontri, il tecnico calabrese ha raccolto tre sconfitte, due delle quali al San Paolo. Tutte immeritate e figlie, perlopiù, di errori individuali: gli scivoloni di Koulibaly e Zielinski col Parma, gli errori di Manolas, Di Lorenzo e Meret con l’Inter, la grossa ingenuità di Ospina con la Lazio.

A memoria, solo il Sassuolo è riuscito a farci gol senza la forte complicità della nostra difesa.

Da qui il riferimento alla capacità – e alla necessità – di perdonarsi. Lo scrivemmo poco prima di Natale: il malato non è immaginario, ma aveva ottime speranze e possibilità di essere curato. Di venirne fuori, rifuggendo però dall’alibi della sfortuna e dalla retorica della grinta e della maglia sudata.

Perché sabato pomeriggio il Napoli ha concluso il girone d’andata all’undicesimo posto, con 24 punti all’attivo e ben sette sconfitte già sul groppone. Non accadeva dalla stagione 2007/2008, quella del ritorno in Serie A dopo l’inferno del fallimento societario e la ripartenza dalla C. E un simile scenario non può essersi ripresentato, a distanza di undici anni, solo per un difetto di fortuna o di cattiveria agonistica.

I mali che affliggono il Napoli, infatti, sono nati fuori dal campo. Ma sul campo sono esplosi e si sono riversati, a partire dalla nauseabonda serata del 30 ottobre – quella della vittoria contro l’Atalanta rubataci dal VAR e dall’incompetenza dell’arbitro Giacomelli – che, per quanto ci riguarda, racchiude simbolicamente la fine del campionato degli Azzurri.

E’ lì che il giocattolo si è rotto. E’ in quel momento che le crepe – tecniche e societarie – si sono trasformate in irrimediabili incomprensioni e in voragini insanabili, a cui il mercato di gennaio sta in qualche modo provando a porre freno e rimedio.

Ciò nonostante, esistono buone possibilità di dare un senso alla stagione, rifugiandosi in quella Coppa Italia che il Napoli non mette in bacheca dal 2014. Si inizia questo pomeriggio, a Fuorigrotta, alle ore 15:00.

Primo avversario, il Perugia di Serse Cosmi.

Perdonarsi, vincendo. Vincere per perdonarsi.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 14 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Gennaio 2020

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