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UNA RISPOSTA A GOLIA

Un volontario: “Rabbia e bugie. Alle signore nel servizio delle Iene abbiamo consegnato pacchi con lo Sgarrupato”

Attualità | 22 Aprile 2020

Fa male. Fa male constatare come, per invidia o gelosia, si continui a denigrare Napoli e il Meridione. Ma fa ancora più male che a consentirlo e favorirlo mettendolo in pratica, sia proprio un figlio di questa terra, per la precisione uno di Torre del Greco, Giulio Golia, che dovrebbe anzi impegnarsi nello sforzo di non consentire che si continui a perpetrare il delitto di lesa maestà di un territorio che fu Capitale di bellezza e di cultura. E che in questi mesi ha dato prova di resilienza assoluta.

Sciacallaggio mediatico. Non c’è una definizione più idonea, benché non siano pochi, e non certo così morbidi, gli epiteti che vengono alla mente dopo aver visto al servizio delle Iene andato in onda ieri sera, 21 aprile, su Italia 1, relativo ad un fondamentale impegno da parte della sola malavita organizzata per aiutare i cittadini napoletani in ristrettezze economiche, come sottolineanto nei titoli e nel lancio del servizio, prima ancora che lo vedessimo. La collera  però saliva man mano che il servizio andava avanti.

Chi scrive, infatti, è in questo momento impegnato nella distribuzione di generi di prima necessità procurati grazie alla beneficenza di tanti incluse molte associazioni e aziende. Nessuno nega che la longa manus della camorra cerchi di infilare i suoi tentacoli ovunque, e anche il presidente della Seconda Municipalità, Francesco Chirico, aveva nei giorni scorsi messo in allerta gli organi preposti e denunciato su Facebook la paventata possibilità che questo potesse accadere. Ma al tempo stesso aveva sottolineato l’impegno di chi, come noi dello Sgarrupato e altre realtà laiche e religiose su tutto il territorio non solo locale, ma cittadino, si sta applicando con tutte le proprie energie, riuscendo, da ormai più di un mese, a raggiungere tutte le situazioni più difficili attraverso un passaparola e un ottimo sistema di comunicazione e collaborazione. Ma è chiaro che qui non c’entra tanto la camorra come tale. C’entra, piuttosto, il bisogno, la necessità, l’urgenza, da parte di una determinata e ben guidata politica del Nord, a screditare Napoli e tutto il Meridione con ogni meccanismo possibile e una macchina del fango che dura da oltre un secolo e mezzo, ma che in questo momento si sta esacerbando nel tentativo di coprire, in ogni maniera possibile, le manchevolezze e le responsabilità di intere schiere di politici, presidenti di Regione e direttori sanitari che hanno reso possibile una vera e propria carneficina di migliaia di persone in tutta l’area centro-settentrionale italiana!

Paesi, città e centri abitati trasformati in lazzaretti, e case di riposo per anziani che si sono trasformate in centri di smistamento e di contagio tra infettati e vecchietti ignari, passati in pochissimo tempo dal letto alla bara! Per non dire del tentativo di trasferire il virus al Sud attraverso quella assurda fuga di notizie che aveva portato alla diaspora verso i territori meridionali di tutti coloro che erano in alta Italia per lavoro o per studio!

Illazioni? Non direi, visto che ancora oggi c’è chi ripete, cercando di apparire convincente, che è grazie all’impegno delle regioni settentrionali se il virus non si è propagato al Sud. Eh, già, perché il bello, ciò che né Salvini ne gli altri sono riusciti a mandare giù, è che al Sud il contagio si sia mantenuto “così basso”!

Potranno dire quello che vogliono in relazione ai meriti e alle situazioni, ma i numeri parlano, carta canta, e il ritornello che ripete è che il Sud sregolato e disobbediente, il Sud che non obbedisce alle regole, quello della Napoli caotica e della Pignasecca affollata di gente (tutte fandonie smentite dalle stesse forze dell’ordine, a cominciare dal Comandante dei Vigili Urbani, Ciro Esposito) sta dimostrando civiltà e rispetto, e continua a seguire file distanziate ed ordinate per effettuare la spesa.

E lassù, al Nord, questo non sta bene, e allora cosa fanno? Cambiano il tiro, e spostano il dito per puntarlo verso l’ormai classico cliché della malavita organizzata e della camorra che si sostituisce allo Stato! Ma questa volta siamo noi a dire che non ci stiamo a questo gioco prefabbricato, a questa macchinazione ben incartata da quelli delle Iene con l’avallo e la complicità di amichetti evidentemente davvero legati alla malavita, visto che le riprese sono state effettuate in posti specifici e che le persone intervistate dai balconi noi dello Sgarrupato le conosciamo bene e personalmente, perché da alcune di quelle signore, che ce le avevano chieste, le buste con le confezioni di spesa solidale le abbiamo portate personalmente, e questo veleno in corpo e questa cattiveria non ce la meritiamo, e non ci meritiamo le sputazzate in faccia di tutta Italia e la vanificazione dei nostri sforzi e dell’impegno profuso sul territorio, noi come tutti i volontari di ogni quartiere e di ogni Città che si stanno impegnando nel medesimo modo a supportare la popolazione per superare tutti insieme il difficile momento che stiamo vivendo!

Mai come ora la rete di collaborazione tra associazioni, centri sociali e chiesa stanno producendo frutti ben visibili, e se c’è qualcuno che si sta sostituendo allo Stato troppo attaccato ai tempi lunghi della burocrazia sono proprio i benefattori e le aziende che collaborano con noi, perché noi siamo solo le braccia, ma senza il corpo di tanta generosità noi non potremmo fare un accidenti! Purtroppo non siamo in grado di risolvere i problemi pressanti, come la difficoltà di pagare il fitto o le bollette, per quelle occorrono interventi autoritari di chi è preposto all’amministrazione con manovre che ottengano una sicurezza economica e lavorativa onesta quando l’emergenza sarà terminata e ognuno dovrà cominciare a camminare con le proprie gambe per andare avanti: noi possiamo solo tentare di soddisfare la fame fisica e aiutare nuclei familiari in difficoltà a mettere il piatto a  tavola e tenere alto l’umore dei bambini e la salute degli anziani.

Però non prestiamo a strozzo, non fittiamo e non prestiamo, no: noi rispondiamo gratuitamente agli appelli di aiuto e corriamo là dove ci viene richiesta una mano, e forse è proprio grazie a noi che questa volta la camorra non riesce ad infilarsi come vorrebbe, e come vorrebbero lasciare intendere quelli delle Iene!

Noi non ci arrendiamo ai vostri intrallazzi, e non passeremo nell’ombra per lasciare la luce a chi deve fare le passerelle politiche con l’aiuto della manovalanza di dubbia integrità morale! Come cantano i 99 Posse, non ci avrete mai come volete voi: un buon cavallo si vede sulle lunghe distanze, e noi abbiamo ancora molte energie e tanto di buono da offrire, perché più voi ci calpestate, più noi ci rialziamo e combattiamo, ed anche questa volta sarà la costanza e l’impegno a dimostrare che valiamo, perché sappiamo di valere e lo dimostreremo ancora una volta al termine di questo lungo calvario procurato dalla pandemia, quando ci risolleveremo dalla polvere come sempre più forti di prima, nonostante i vostri meschini sforzi di sopraffazione!

Perdonerete la mia veemenza, ma vi assicuro che la rabbia è davvero forte. A chi segue ciò che si sta operando sul territorio, lasciamo le valutazioni. La camorra c’è, ed è indiscutibile, ma non è giusto voler dare voce solo a una parte del discorso, e lasciare un accenno a tanto impegno di volontari e a tante opere di bene, basandosi su ciò che viene detto da esperti di legalità in chiave generica e da poche voci confuse raccolte tra i vicoli o a Scampia. Un vero servizio giornalistico deve essere effettuato a 360 gradi, o è giusto e normale pensare che si tratti di un affare pilotato dall’alto.

Una sola cosa vorrei dire per concludere, e la dico rivolgendomi a Giulio Golia, che ha firmato il servizio recandosi sul posto per ascoltare ciò che voleva ascoltare, e che gli era stato detto di far dire: tu sei nato qui, sei un “terrone” come noi: fa male constatare ancora una volta quanto ti sia lasciato coinvolgere da questa offesa diffamante per la tua terra, e senza vagliare fino in fondo la verità ed ascoltare ogni voce di questa battaglia sociale che si combatte quotidianamente su un territorio già martoriato… Ti sei venduto, e hai concesso ancora una volta che il Nord sputasse in faccia al Sud. Ma quello che non hai compreso, e che temo non comprenderai mai, è che hanno sputato in faccia anche a te. Te lo sei fatto questo conto?

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 22 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Aprile 2020

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