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UNIVERSIADE 2019

La bellezza di Napoli dagli spalti di Rotonda Diaz: ma il pubblico non c’è

Sport | 12 Luglio 2019

Ieri pomeriggio abbiamo deciso di farci un regalo, quasi per caso a dire il vero.

Personalmente sono una grande appassionata di tennis fin dall’adolescenza: dico spesso, per farvi capire il livello di passione, che una delle poche cose che mi mancano di Roma – dove ho vissuto quasi 20 anni – sono gli Internazionali di tennis, che seguivo ogni anno (e che mi diedero la possibilità di vedere live tutti i grandi, tra cui una delle partite più lunghe della storia infinita tra Federer e Nadal, che proprio oggi si sfidano per la tredicesima volta a Wimbledon, in una semifinale, alle 16).

Ieri, dunque, mi sono detta che avrei dovuto vedere almeno gli ultimi due giorni di tennis, qui a casa mia, a Napoli, da Rotonda Diaz dove da giorni hanno montato intorno alla statua questa bella arena per il tennis per gli atleti dell’Universiade 2019. E così sono andata a piazza della Repubblica per informarmi su costi e biglietti: ho scoperto che si potevano fare là al varco, anche per le partite in corso. 5 euro. Decido di entrare subito.

Appena entro sotto l’arena scopro che i poveri volontari – tutti ragazzi soprattutto meridionali – cercano di dirottare tutti in area vip per ragioni di telecamere. Eh si, perché gli spalti ieri, erano praticamente vuoti.

Io diserto l’area vip che per giunta dà le spalle a Capri, per selfie perfetti immagino. E me ne vado dove prevedeva il mio biglietto, nel settore “gente normale”: mi accomodo in terza fila, giusto per non avere il bordo tribuna davanti agli occhi. Decido che salirò in alto alla fine, per non distrarmi dalla gara.

Guardo l’ultimo set di un doppio misto, con dei cechi piuttosto forti che disintegrano una coppia di orientali in due set. Poi arriva il singolo maschile. Uno dei due contendenti sicuro è un tedesco perché al mio fianco iniziano a prendere posto vari accreditati con magliette “griffate” Germania. Poco dopo iniziano a cantare l’inno nazionale e a sventolare la bandiera giallorossonera, con cori e incitazioni per uno spilungone  che mi pare pure avere una certa età. Sorrido. E sorrido ancor di più ai miei vicini di gradinata quando arriva il contendente, un tappetto di Taiwan che poi scopro essere Chun Hsin Tseng, nato lo stesso giorno di Federer (preciso: sono nadaliana spinta!) ma vent’anni dopo di lui e vincitore l’anno scorso di Wimbledon Junior. Decido, ovviamente, di tifare “tappetto di Tapei”.

Comunque una scoperta: in due set si mangia lo spilungone tedesco, molto più anziano e lento. E si aggiudica la finale.

Tre ore di gioia e uno spettacolo magnifico, all’aria aperta: anche se il caldo non da tregua. Uscendo spendo 10 euro e mi compro i biglietti per oggi (che ci saranno le finali di doppio maschile e femmile) e domani (finale maschile e femminile e doppio misto). Ma prima salgo sopra gli spalti, all’ultima fila e mi godo lo spettacolo di Napoli da lassù: semplicemente mozzafiato.

Peccato che i napoletani non ci siano e che, a parte i tedeschi, forze dell’ordine, volontari e vario staff, gli spettatori paganti non saranno stati più di 20 in questo afoso venerdì.

E mi piange il cuore.

Mancano due giorni  però e scriviamo proprio per questo: le Universiadi sono una occasione straordinaria per sedere a fianco ai popoli del mondo, tifare insieme a loro, vivere lo sport in diretta, che è sempre una delle attività più piacevoli della terra.

E poi vuoi mettere per cinque euro godersi anche questo panorama sempre emozionante e da questa prospettiva ancor più bello?

Andate, partecipate, vivete questa occasione.

Vi assicuro che non vi pentirete (e portatevi la protezione solare, mi raccomando).

Buona Universiade a tutti…

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 12 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 12 Luglio 2019

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