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UNIVERSIADI 2019

Molte luci e qualche ombra: un primo bilancio e le gare di oggi

Eventi, Sport | 5 Luglio 2019

Ha aperto le proprie porte al mondo Napoli, in occasione dell’inaugurazione della 30esima edizione delle Universiadi, i giochi olimpici universitari presentati nella splendida cornice di uno stadio San Paolo rinnovato e rinvigorito, con la partecipazione di 30mila spettatori che dai nuovi spalti dello stadio hanno potuto godere la visione dell’evento sportivo dell’anno.

Le gare di oggi

Dal judo al tennis, calcio e rugby: l’Universiade oggi presenta un menù con tante gare e azzurri in campo. Per il judo al Padiglione 5 della Mostra d’Oltremare, dalle ore 11, saranno in gara per l’Italia: Tiziano Falcone -81 Kg, Andrea Gismondo -73 Kg, Mattia Miceli -66 Kg, Claudio Pepoli +90 Kg e nel m Open, Lorenzo Rigano -90 Kg, mentre per le donne Beatrice Brienza -57 Kg, Chiara Cacchione -63 Kg, Martina Costagliola -52 Kg, Carola Paissoni -70 Kg, Debora Sala +70 Kg e nel w Open. Per la scherma, Valerio Cuomo, figlio del mito Sandro, olimpionico nella spada ad Atlanta 1996, sarà la punta della nazionale di spada maschile, in gara dalle ore 9 al PalaCus Fisciano, assieme a Lorenzo Buzzi, Federico Vismara, mentre nel fioretto femminile è in pedana Erica Cipressa, la figlia del commissario tecnico Andrea Cipressa, poi Camilla Mancini e Martina Senigallia. E dopo il successo sul Messico torna la nazionale azzurra di calcio maschile, impegnata, a Cava de’ Tirreni alle ore 18 contro l’Ucraina. Due ore dopo gli azzurri del basket, allenati da Andrea Paccariè, giocheranno la seconda gara del girone D, alle ore 20 contro la Norvegia al PalaBarbuto. In campo anche l’Italrugby a 7, che contro il Giappone inaugurerà all’Ex Base Nato il torneo della palla ovale. Nel pomeriggio, alle ore 17,36, tocca alle azzurre contro il Canada e poco più tardi, ore 18,20, scendono di nuovo in campo gli azzurri, contro la Francia.

Dopo il bronzo nel nuoto di Ilaria Cusinato e l’argento di Matteo Ciampi, nella ginnastica artistica alle ore 15,30 al PalaVesuvio c’è l’esordio di Carlotta Ferlito, l’ultima tedofora nella cerimonia di apertura della manifestazione, che sarà in gara con Lara Mori e Martina Rizzelli. In mattinata tornano anche i tuffi alla Piscina della Mostra d’Oltremare: alle ore 12 al trampolino dei 3 metri c’è Laura Bilotta, mentre alle 17 nel sincronizzato misto torna Bilotta con Gabriele Auber, bronzo stamattina dal trampolino di un metro. In mattinata il via anche al torneo di tennis negli impianti del Circolo Tennis e Lungomare: lo start è alle ore 9, sul Centrale il secondo incontro vede protagonista l’azzurro Gian Marco Ortenzi contro Michal Marko. Sempre sul Centrale c’è poi l’azzurro Alessandro Ceppellini contro Ahmed Mouhan, mentre nel pomeriggio c’è Natasha Piludu contro Tamacohan Momkoonthod.

Universiadi Napoli 2019

L’inaugurazione delle Universiadi a Napoli, trasmessa live dal canale della FISU e in chiaro sul secondo canale rai, è stata un crescendo di emozioni, di colpi di scena e di momenti toccanti e significativi. L’arrivo delle diverse delegazioni dei 120 paesi partecipanti, con gli 8000 atleti che si sono raggruppati a ridosso dell’enorme scenografia a campo pieno che rappresentava una gigante lettera “u”: simbolo delle Universiadi, chiaramente, ma anche del golfo che abbraccia la città e i suoi atleti, e degli spalti simbolo del mare con il suo nuovo e rinnovato colore azzurro. Quindi gli ospiti, d’onore e di rappresentanza, dei ballerini e cantanti e musicisti che si sono esibiti tra colori raggianti e luci sferzanti, tra strascichi lunghi 60 metri di una sirena Partenope omaggiata da Maria Felice Carraturo, pluriprimatista italiana in Apnea in assetto costante no limtis.

Danze e cori, arte e rappresentazioni napoletane in un susseguirsi perfetto di scene organizzate con oculata accuratezza e perfezionistico impegno da parte dell’organizzatore dell’evento Marco Balich, coadiuvato dalla regia di Lida Castelli. Quindi, la musica, perfetto incanalatore di sentimenti e condivisione, con artisti eccellenti e visibilmente emozionati a discapito di un’esperienza che davanti ad un evento così magnifico rimane una cosa imperfetta.

Andrea Bocelli, apice e culmine di una serata memorabile, di una tradizione e di una cultura che sfocia in mare, con le sue onde a propagarsi verso l’orizzonte, l’infinito. La sua voce ad accendere lo stadio per un’ultima volta prima della fine della serata, con mirabolanti acrobazie a precederlo, quando sul palco è salito Meret prima, e Lorenzo Insigne poi, che attraverso un calcio simbolico spedisce un pallone infuocato, simbolo di una torcia olimpica evidentemente andata avanti, nel cratere di una montagna issata alla perfezione davanti alla curva B dello stadio, rendendo infine il testimone ultimo del fuoco olimpico all’unico tripode nostrano capace di veicolarne le capacità e le responsabilità, il Vesuvio.

Le contraddizioni

La cerimonia di apertura delle Universiadi 2019 sono state, chiaramente, anche motivo di contraddizione. Non basta infatti essere la seconda manifestazione sportiva dopo le Olimpiadi per non lasciare strascichi e lamentele, giudizi e opinioni di cui, onestamente, potremmo tranquillamente fare a meno. Ma succedono, ed è necessario raccontarle, contestualizzarle, chiarirle. Risulta così complesso annotare nell’economia di una serata più o meno perfetta – dove i valori come lo sport e l’unione sono state un costante e gradevole leit-motiv -, eventi che possono o meno risultare spiacevoli, sì, ma naturale conseguenza del nostro paese e degli eventi che si susseguono nel quotidiano. Non è facile giustificare i fischi che dagli spalti sono sopraggiunti all’ingresso delle delegazioni tedesche e francesi, ad esempio, e non è nelle nostre intenzioni farlo. A discapito, evidentemente, di chi invece nel giro di qualche secondo generalizza il tutto in una sofisticata e paradossale contestazione geo-politica. Da un punto A ad un punto B si arriva genericamente attraverso una unica e lineare retta, a Napoli non è la stessa cosa. A Napoli l’ovvio è spesso confuso con l’astruso, il sacro con il profano, e così via. Certo, se la delegazione argentina entra sventolando la dieci di Maradona, è evidente che loro hanno capito tutto, e piuttosto bene. Ma ci sono alcune cose che noi napoletani non dimentichiamo, altre, ahinoi, le trascuriamo tranquillamente dopo qualche giorno.

Erano tante le insidie in agguato dietro l’angolo, molte delle quali giornali e programmi nostrani non hanno evitato di commentare disquisendo su eventi ucronistici sul quale quasi sono rimasti delusi, taluni, poiché mai accaduti. Però, siamo stati bravi a non fare questo, a non cadere in questo tranello, a non farci quest’altro autogol clamoroso, come, ad esempio, fischiare al sopraggiungere della delegazione italiana. Chiacchiere per riempire pagine che sarebbero evidentemente rimaste bianche, spoglie, inutile. Non che abbiano alzato il tiro poi chissà di quanto.

La querelle politica

C’è stato spazio alla cerimonia d’apertura un po’ per tutto, in primissimo piano il nuovo potentissimo e all’avanguardia sistema tecnologico installato di fianco al maxi-schermo (quello che per qualcuno era stato già depredato ad inizio giochi), l’applausometro e il fischiometro digitale. Parla il Presidente della Repubblica Mattarella e fin qui, per citare Hubert, tutto bene. Poi arriva il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ed il San Paolo – forte anche di un nuovissimo sistema audio – fa registrare un forte picco di fischi di contestazione nei confronti del primo cittadino della città partenopea. I fischi diventano applausi, si mescolano in un cacofonico suono dal quale capire chi ne esce vincitore risulta davvero complesso. “Do il benvenuto – commenta De Magistris – in questo bellissimo stadio e nella città dei mille colori, dello Sport, dei giovani, della pace, dell’accoglienza, nella città dell’amore. Il mio augurio e l’augurio di tutti i napoletani è che possiate trascorrere giorni di forti emozioni”.

Anche qui, persino in questo caso, opinioni contrastanti si fanno avanti nell’illegittimo tentativo di dare una spiegazione all’accennata contestazione avvenuta. Ci si mette – e quando mai – perfino il ministro degli interni Matteo Salvini, che proprio oggi ci fa sapere attraverso la solita propaganda social che il motivo dei fischi indirizzati al sindaco derivano dalla sua politica pro migranti, contornata da una chiosa finale ad altissimi livelli istituzionali: “che peccato (faccina che ride)”. Proprio lui, Matteo Salvini, rappresentante di un governo che per le Universiadi a Napoli non ha fatto assolutamente niente, né ha professato elogi (qualora servissero) per il profuso impegno da parte dell’organo organizzativo, quantomeno un augurio affinché la manifestazione proceda per il verso giusto. Zero. E’ bastato farsi burla di De Magistris per i fischi ricevuti, inconsapevole del fatto che, se fosse stato lui a salire sul palco, le pernacchie che a confronto Eduardo De Filippo (perdonaci maestro) erano nulla, così per dire.

Fu, infine, il turno del governatore De Luca. Primadonna di un evento che fortemente ha voluto, che inconsciamente ha realizzato nello scetticismo generale. Va il plauso, a Vincenzo De Luca, di averci creduto e di aver realizzato l’impossibile, di essere riuscito ad andare avanti quando tutti guardavano indietro, nonostante le difficoltà e il dietrofront di un governo che sin da subito ha chiarito il suo totale disinteresse verso una manifestazione che ha come unica pecca quella di svolgersi a Napoli e non a Milano. Ebbene, anche il Presidente della Regione Campania ha avuto il suo picco di fischi, appena presentato dall’organizzazione, salvo subito rilanciarsi nell’elogio alla manifestazione e nella felicità di vedere presente la piccola Noemi, invitata per l’occasione a seguito del terribile agguato avvenuto in piazza Nazionale il 3 maggio scorso. “Sembrava una sfida impossibile eppure siamo qui, 70 impianti ristrutturati in dieci mesi, è stato un lavoro enorme. Abbiamo voluto questo evento per tanti motivi: avete visto sfilare ragazzi di popoli che sono in guerra tra di loro ma sono uniti in un’occasione di pace, abbiamo voluto promuovere turismo e partecipazione giovanile nei quartieri”, le parole di De Luca.

L’infinita querelle politica ha perlomeno trovato pace durante la manifestazione, salvo essere tirata in ballo a ogni minima occasione utile. In primissimo piano De Luca e De Magistris, che non hanno fatto nulla per impedire questa farsesca rappresentazione politica nostrana, forti di un round a viso aperto che, siamo sicuri, si ripeterà e si intensificherà nei prossimi – attesissimi – appuntamenti in vista delle prossime regionali. Sarebbe stato meglio, sarebbe stato saggio, appiattire le divergenze in funzione di un quieto vivere, una tregua (fosse anche della durata delle Universiadi) da questa inutile e dannosa battaglia tra le parti. Non sia mai che tra i due, proprio a causa di questi ridicoli contenziosi, non ne esca alla fine un terzo vincitore.

I numeri delle Universiadi

Ritornando allo sport, e ai numeri che questa magnifica manifestazione sta portando, non si può non elogiare il lavoro meticoloso di riqualificazione e ristrutturazione degli impianti sportivi campani. Sono 70 gli impianti riportati in auge in soli 10 mesi, dallo stadio San Paolo al Palabarbuto, la piscina Scandone, lo stadio Collana, il PalaVesuvio di Ponticelli e molti altri. Tantissimo lavoro fatto in pochissimo tempo grazie a fondi regionali (sono 150 milioni di euro dal patto per lo sviluppo della Regione Campania) e fondi pari a 100 milioni di euro a valere sul programma operativo  complementare 2014-2020 (denominati POC, ovvero risorse nazionali del Fondo di Rotazione – art.5 legge n.183/1987 già pervenuti dal governo Renzi).

Come già specificato, infatti, il governo ha totalmente delegato l’organizzazione dell’evento a regione e comune facendosi da parte. Dopo un primo tentativo da parte del sottosegretario Giorgetti di chiedere un rinvio della manifestazione, ipotesi rigettata fermamente. Un tentativo, a dire la verità, atto semplicemente a creare un alibi idoneo affinché se ne lavassero le mani, come infatti accaduto, e a seguito del quale venne nominato Gianluca Basile come commissario straordinario al posto del prefetto Luisa Latella.

Considerazioni conclusive

Il day after è sempre quello più importante. Bisogna svegliarsi e, a mente fredda e lucida, rendersi conto di quello che è stato e di ciò che potrà diventare. La cerimonia di apertura delle Universiadi 2019 di Napoli è stato un evento rimbalzato in 140 diversi paesi grazie alle dirette televisive (augurandoci che non tutte abbiano avuto, come successo per i nostri conduttori, attimi di défaillance più o meno imbarazzanti, come ad esempio Fatima Trotta che asserisce di aver preso una funivia chiusa dal ’44 o chi confonde Neapolis con Partenope), e che verrà raccontata in altrettanti giornali di altrettanti paesi, nella consapevolezza che non tutti possono avere la sfortuna di stampare carta rosa che, per l’occasione, ha deciso di fregarsene altamente non citando in prima pagina un evento del genere per fare spazio alla città di Ibiza.

Gli occhi del mondo ieri erano rivolti alla città di Napoli e alla Campania tutta, lo saranno per i prossimi giorni e nel corso di tutte le Universiadi, per buona pace di chi continua a non credere a questo evento, di chi si ostina ad alimentare dubbi riguardo la città e il popolo tutto. La prerogativa, in questi casi, è godersi il momento, semplicemente. Napoli ieri indossava l’abito più bello, e gli stava alla perfezione. Quello che molti non capiscono, che tra discussioni, alterchi, odio, disinformazione, critiche infauste e irragionevoli scetticismi, la città muore. Muore ogni volta qualcuno pensa che Napoli non possa ospitare un simile evento. Muore ogni volta qualcuno attende sornione l’arrivo di qualche notizia di cronaca nei pressi dello stadio, di una dichiarazione di un politico, di una faccina sui social.

La cerimonia d’apertura ha dato il via, ufficialmente, alla trentesima edizione delle Universiadi che dal 3 al 14 luglio si terranno a Napoli e in Campania. Godetevela, è l’unica cosa che conta.

Gianluca Corradini

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 5 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Luglio 2019

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