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UNIVERSITA' E FOLLIE

Nella Puglia degli ulivi via la cattedra di Olivicultura: si insegnerà solo a Firenze

Cultura, DueSicilieOggi, Identità, Istruzione, scuola, università | 30 Gennaio 2014

ulivi pugliesi

L’oro di Puglia? Ovviamente, il celebre olio extravergine di oliva. La regione, infatti, può vantare il 35% della produzione dell’olio nazionale ed, addirittura, il 10% di quella mondiale. Un vero primato. Ma allora perché proprio a Bari si è deciso di cancellare l’Olivicoltura, come materia del corso di studi della facoltà di Agraria? E soprattutto perché la materia continuerà ad essere insegnata solo a Firenze, privilegiando questa città che, peraltro, produce soltanto il 4% dell’olio italiano? Il paradosso ci sembra troppo grande, ma non ci sono delle vere risposte.

La Puglia ha una tradizione di olivicoltura millenaria, tramandata nei secoli ed, attualmente, conta ben 780000 oleifici. È la terra madre dell’ulivo stesso. Quest’albero secolare, ricco di significati di pace, di storia, guardiano delle campagne, simbolo del Mediterraneo, si estende fitto nelle ampissime valli pugliesi, tra i muretti a secco, in tutto il suo vigore e la sua unicità. Dal Salento, alla Murgia, alla Valle d’Itria. È intollerabile che, proprio qui, venga impedito agli studenti di seguire un corso in merito. Indignati, oltre agli universitari, soprattutto gli agricoltori, gli operatori del settore e la ConfAgricoltura Puglia, di cui si fa portavoce il presidente Donato Rossi che esprime tutto il suo disappunto ed il suo dissenso nei confronti della decisione presa dell’Università di Bari, rimarcando l’illogicità e l’assurdità della decisione presa.

“Si buttano via in un attimo anni ed anni di studi e ricerche nel settore.

E le Istituzioni si giustificano facendo leva su numeri e dati tecnici…”, afferma Rossi amareggiato. Come dargli torto? Cestinare in questo modo una disciplina tanto fondamentale per lo sviluppo e per l’economia regionale è inspiegabile. Come è totalmente inspiegabile che, dopo gli attacchi che gli ulivi pare stiano subendo dal batterio killer, Xylella fastidiosa e dopo la più probabile speculazione di qualche grande multinazionale ben nota, dietro a questa storia, l’ultimo colpo sia sferrato proprio dal mondo della cultura e dell’istruzione.

Eugenia Conti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Gennaio 2014 e modificato l'ultima volta il 30 Gennaio 2014

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