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Un’unica Municipalità per il centro storico: la proposta per il prossimo sindaco di Napoli

Politica | 14 Aprile 2021

Le municipalità di Napoli non funzionano. Una riforma del decentramento dovrebbe essere parte integrante del programma elettorale di ogni candidato a sindaco di Napoli.

Con le elezioni del 2006 divenne operativa la suddivisione della città in dieci municipalità, un sistema oggi superato e da ridefinire in ogni suo aspetto. Ad esempio, a ogni municipalità fu assegnato anche un certo numero di dipendenti: oggi, con il personale del comune estremamente ridotto rispetto a quindici anni fa, in diversi casi ciò non è più possibile.

Il caso più eclatante? Il numero di giardinieri oggi effettivamente operativi sulla singola municipalità si conta spesso sulle dita di una mano.

Bisogna ridisegnare la mappa delle municipalità di Napoli

Prima ancora di ragionare sull’aspetto amministrativo, è la mappa stessa delle municipalità a dover essere ridisegnata.
Quindici anni fa la suddivisione delle municipalità fu fatta con il criterio di avere aree omogenee in quanto ad abitanti, conservando i confini degli antichi quartieri e delle circoscrizioni dell’epoca.

I quartieri come tessere di un puzzle, a prescindere dal tessuto sociale, dalla geografia, dai legami storico-culturali, da tutto. Il centro storico di Napoli divenne così un patchwork amministrativo costituito da tre, quattro, cinque municipalità (in base a cosa si considera per “centro storico”, se il centro antico propriamente detto o il centro storico patrimonio UNESCO). Uno spezzatino di strade da un punto di vista politico-amministrativo aggregate a questa o quella municipalità senza un vero perché.

Spaccanapoli e via Tribunali sono divise fra due municipalità, come anche via Duomo

Qualche esempio? Spaccanapoli è spaccata fra due municipalità. Via Tribunali, il decumano maggiore, è un po’ in una municipalità ed un po’ in un’altra. Via Duomo è divisa quasi a metà. Qualche palazzo è parte della seconda municipalità, qualche altro della quarta.

Via San Gregorio Armeno amministrativamente è legata alla zona industriale e non al centro antico

In tal modo San Gregorio Armeno, la via dei pastori conosciuta in tutto il mondo, e il Duomo di Napoli con il tesoro di San Gennaro sono amministrativamente un’unica cosa con la zona industriale, Poggioreale e il centro direzionale e non con il resto del centro antico cittadino.
La sede della seconda municipalità, che ingloba buona parte del centro antico di Napoli, è a piazza Dante ma se si oltrepassa Port’Alba, si entra nel centro antico e ci si ritrova in quarta municipalità, la cui sede è a via Gianturco.

Del resto, Il Museo Archeologico, i Vergini e la Sanità sono parte della terza municipalità, che include anche colli aminei e Capodimonte, mentre da piazza Municipio e Castel Nuovo in poi si è nella prima municipalità.

Un’unica municipalità del centro storico di Napoli

Il centro storico patrimonio UNESCO attraversa cinque municipalità, partendo da Chiaia e San Ferdinando (prima), inglobando quasi tutta la seconda municipalità, parte della terza, della quarta e un po’ anche della quinta.

Le municipalità di Napoli si potrebbero ridurre a cinque

Per realizzare un’unica municipalità centro storico di Napoli e seguendo il criterio di avere aree omogenee per territorio, le municipalità potrebbero essere ridotte al limite a cinque: una municipalità flegrea, una centro storico UNESCO, una collinare, una Napoli Nord ed una Napoli Est.

Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di istituire una municipalità centro antico di Napoli che corrisponda, più o meno, alla città medievale. In tal senso i confini potrebbero essere Corso Garibaldi, via Foria, Via Pessina/Via Toledo, Piazza del Plebiscito e Castel Nuovo. Anche in questo caso, però, si potrebbe valutare di inserire Vergini e Sanità all’interno di tale municipalità.

Lo statuto della città metropolitana di Napoli prevede zone omogenee di almeno 150.000 abitanti

Che dieci municipalità fossero troppe, del resto, era indicato anche nel (mai del tutto attuato) statuto della città metropolitana di Napoli. Era prevista, infatti, l’organizzazione della città metropolitana in zone omogenee di non meno di 150.000 abitanti. Circa sei municipalità/zone omogenee a fronte delle dieci attuali.

Si apra una discussione sulla riforma del decentramento amministrativo di Napoli

A prescindere da come si vogliano ridefinire i confini delle municipalità, il centro antico di Napoli necessita di essere amministrativamente gestito come un unico territorio. Crediamo sia giunto il tempo affinché si apra, finalmente, una discussione seria e imparziale sulla ridefinizione del decentramento amministrativo di Napoli.

Fabrizio Reale

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 14 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 13 Maggio 2021
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