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Pfizer, la Big Pharma più multata della storia tra condanne e class action

Mondo, Sanità | 20 Novembre 2020

Qualche giorno fa la Pfizer ha annunciato l’imminente messa in produzione del suo vaccino anti covid-19, con un’efficacia del 90% (poi salita al 95% nel giro di 10 giorni). La notizia ha rappresentato una ventata di ottimismo, sia in campo sanitario che economico. Tanto che a margine della conferenza, gli indici delle borse mondiali hanno ottenuto risultati positivi quasi ovunque dal 4% di Wall Street all’11,4% di Atene, picchi a dir la verità non difficili da prevedere.

In questo quadro ha destato molti sospetti il comportamento del CEO Albert Bourla che ha venduto 132.508 azioni del colosso farmaceutico, per la cifra di 5,56 milioni di dollari, proprio a margine della conferenza.

L’azienda ha risposto alle accuse rivolte della stampa dichiarando che la vendita era già programmata e legata al raggiungimento di un livello di quotazione.

Pur volendo credere alla buona fede dei vertici, il seme del dubbio è stato instillato e ha scoperchiato il vaso di pandora su tutte le attività illecite e condanne che hanno coinvolto l’azienda negli Stati Uniti.

Certo, è sbagliato essere sospettosi “a prescindere” verso il vaccino Pfizer ma conoscere il suo passato è fondamentale anche per capire che alla salute sono purtroppo legati parametri economici e interessi di altro genere.

Chi è davvero la Pfizer. Controversie e questioni irrisolte

La Pfizer è una società Big Pharma newyorkese fondata nel 1849. La sua fama tocca l’apice nel 1997 quando la rivista Fortune gli dedica la copertina come miglior azienda farmaceutica al mondo.

Famosa per i suoi prodotti come Xanax, Viagra e Advil, l’azienda è anche nota per la scoperta dell’acido citrico (quello utilizzato nella Coca Cola, Pepsi ecc.) e per la produzione di massa di penicillina e Vitamina C.

La sua è una crescita continua e costante che la porta ad essere la seconda azienda farmaceutica al mondo per fatturato nel 2017.

Dietro gli ingenti guadagni però si nascondevano pratiche di marketing illegale (come la vendita di prodotti off-label, indicati per curare patologie diverse) e vendita di prodotti “difettosi” estremamente nocivi per la salute.

Così, 20 anni dopo l’incoronazione del Fortune, la Pfizer raggiunge un altro primato, questa volta negativo, diventando nel 2018 la peggior azienda farmaceutica al mondo per i consumatori secondo il Reputation Istitute (società che pubblica rapporti sulla reputazione di aziende, basati su sondaggi tra i consumatori e copertura mediatica).

Cause legali che hanno coinvolto Pfizer

La Pfizer ha affrontato migliaia di cause legali per lesioni e pratiche di vendita illegali. È diventata famosa per aver ricevuto la pena pecuniaria più salata della storia per un’azienda farmaceutica, oltre 2,3 miliardi di dollari.

Alcune delle cause della Pfizer sono state archiviate, altre sono ancora al vaglio degli inquirenti statunitensi. Svariate le accuse rivolte alla casa farmaceutica, dal marketing di prodotti off-label alle lesioni alla persona, fino all’omicidio per sperimentazioni illecite sull’uomo.

Di seguito solo alcune delle cause affrontate  dall’azienda:

Protonix (Protopranzolo, utilizzato per problemi gastrointestinali)

Nel 2013 l’azienda ha patteggiato 55 milioni di dollari di risarcimento per le pratiche di marketing off-label legate al prodotto, ma la società potrebbe ancora essere oggetto di cause legali per le lesioni renali.

Prempro (usato per trattare i sintomi della menopausa e per prevenire l’osteoporosi)

Contro il Prempro sono state aperte ben 10.000 cause da parte di donne a cui era stato prescritto impropriamente il medicinale per curare il cancro al seno. Le cause sono state in gran parte risolte entro il 2012 per circa 1 miliardo di dollari.

Chantix (farmaco utilizzato per trattare la dipendenza da nicotina)

Pfizer ha affrontato circa 3.000 cause per lo Chantix intentate da persone che affermavano di aver sperimentato pensieri suicidi e disturbi psichiatrici dopo aver usato il farmaco. Anche in questo caso la Pfizer risolto una parte delle cause con un risarcimento di 288 milioni di dollari.

Depo-Testosterone (utilizzato per ipogonadismo, oligozoospermia, impotenza)

Contro il D-T sono state intentate migliaia di cause dovute all’inefficacia di terapie sostituite con il farmaco. Molte di queste cause purtroppo sono state archiviate a beneficio della Pfitzer.

Zoloft (prescritto per il trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia nei pazienti adulti ed adolescenti)

L’accusa mossa alla Pfizer da oltre 250 consumatori è quella di aver promosso attivamente l’uso del medicinale alle donne incinte nonostante la conoscenza dei rischi di malformazioni per nascituri. I casi sono stati in gran parte archiviati nel 2016 per mancanza di prove.

Effexor (prescritto per curare depressione, ansia e attacchi di panico )

Anche in questo caso le accuse mosse dalle vittime dell’Effexor vanno dalle malformazioni dei feti fino ai frequenti pensieri suicidi dei pazienti. Anche in questo caso, nel settembre 2015, le cause contro Effexor sono state archiviate.

I casi Bextra, Geodon, Zyvox e Lyrica e la maxi-multa da $ 2,3 miliardi 

Il gigante farmaceutico Pfizer Inc. ha pagato nel 2009 2,3 miliardi di dollari per il più grande accordo di frode sanitaria nella storia del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. La Pfizer ha accettato di pagare l’ingente somma in seguito alle responsabilità civili e penali derivanti dalla promozione illegale di quattro farmaci: Bextra, un farmaco antinfiammatorio; il Geodon, un farmaco antipsicotico; il Zyvox, un antibiotico; e Lyrica, un farmaco antiepilettico.

L’azienda incaricava i suoi rappresentanti di vendita di trasferire i medicinali ai dottori per patologie diverse da quelle indicate e in dosi superiori a quelle approvate, nonostante i rischi per i pazienti (rischi che hanno portato al ritiro definitivo del Bextra nel 2005).

L’inchiesta è stata possibile grazie alle testimonianze di John Kopchinski, un ex rappresentante di vendita della Pfizer, secondo cui “L’intera cultura di Pfizer è guidata dalle vendite, e se non vendi prodotti off-label, non fai gioco di squadra e subisci mobbing”.

L’indagine fu condotta, tra gli altri, dal procuratore ad interim degli Stati Uniti per il distretto del Massachusetts, Michael K. Loucks, il quale fece emergere altre pratiche inquietanti:”La Pfizer è solita invitare medici alle riunioni dei consulenti, molti in paradisi turistici. Naturalmente le spese dei partecipanti erano pagate dall’azienda e i medici ricevevano un compenso solo per essere lì “; l’intento era ovviamente quello di spingere i dottori ad aumentare il ventaglio di utilizzo dei propri farmaci, nonostante fosse vietato dalla legge.

Non è tutto, l’azienda si è macchiata di un altro crimine agghiacciante, la sperimentazione illecita sull’uomo di un antibiotico, il Trovan. Questa vicenda è tristemente nota come “Il Contenzioso di Kano”.

Il Contenzioso di Kano

A metà degli anni 90 la Pfizer sperimentò un nuovo antibiotico, il Trovan, che aveva tutte le carte per diventare un farmaco da parecchi milioni di dollari, la sua efficacia era comprovata da 87 studi in 27 paesi diversi. Mancava “solo” un test pediatrico in caso di patologia infettiva acuta come la meningite. Un test impossibile da condurre negli Stati Uniti.

Nel 1996 a Kano, una cittadina nel nord della Nigeria, ci fu un’epidemia di meningite che portò alla morte di 12.000 persone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciò un programma di emergenza e la Pfizer vide in quell’epidemia l’opportunità per effettuare finalmente i test pediatrici.

Aderì al programma dell’OMS proponendo di curare 200 bambini con il Ceftriaxone, il miglior farmaco anti-meningite a quei tempi. Tuttavia solo la metà dei bambini furono curati con il Ceftriaxone mentre agli altri fu somministrato il Trovan per valutare le differenze tra i 2 medicinali.

Tra 100 bambini curati con il Trovan, 5 morirono e molti altri rimasero vittime di cecità, malformazioni e paralisi.

Per i medici della Pfizer fu comunque un buon risultato. L’antibiotico nel 1996 venne commercializzato in Europa solo per gli adulti e, due anni dopo, fu ritirato dal mercato per l’alta tossicità.

Il caso scosse l’opinione pubblica di tutto il mondo nel 2000, quando il Whashington Post pubblicò un inchiesta, durata 11 mesi, dal titolo eloquente “The body hunters” (i cacciatori di corpi), dedicata proprio alla sperimentazione illecita sui bambini nigeriani.

Nella serie di articoli dedicati ai fatti di Kano fece particolare impressione il
caso di una bambina di 10 anni il cui nome nelle cartelle cliniche fu sostituito dal numero 6587-0069.

Riportiamo di seguito alcuni passaggi:

6587-0069 aveva 10 anni e pesava poco meno di 20 chili. Viveva in Nigeria e nell’aprile 1996 si ammalò di meningite.

Una brutta epidemia imperversava e molte decine di persone morirono in questa frenetica città di polvere d’ambra. In qualche modo la bambina trovò un rifugio: un ospedale da campo dove erano arrivati ​​medici stranieri per dispensare gratuitamente medicinali costosi.

Dietro un cancello assediato da folle sofferenti c’erano due cliniche molto diverse. Una era quella di Medici Senza Frontiere che aveva costruito un ospedale da campo unicamente nel tentativo di salvare vite umane. La seconda era stata creato dai ricercatori della Pfizer Inc. per condurre esperimenti sui bambini.

La bambina vedeva solo camici bianchi. I medici che lavoravano per la Pfizer la presero in cura e prelevarono il liquido spinale, valutarono i sintomi e la registrarono come  paziente n. 0069 presso il sito di test n. 6587 nell’esperimento n. 154-149.

Il primo giorno le somministrarono 56 milligrammi di Trovan.

Il giorno dopo la forza della ragazza si assopí e uno dei suoi occhi si bloccò.

Il terzo giorno morì.

Sulla cartella clinica un’unica riga:

Azione intrapresa: “La dose è rimasta invariata”. Risultato: “Morte”.

Nonostante molteplici azioni legali intraprese negli Stati Uniti e in Nigeria le vittime non sono ancora state risarcite e negli Stati Uniti il dibattimento processuale non ha ancora avuto inizio.

Forse la Pfizer salverà il mondo con il suo vaccino, forse è vero che sará il più sicuro ma una cosa possiamo dirla: in medicina il fine non giustifica i mezzi, specialmente se “i mezzi” sono esseri umani.

Antonino Del Giudice

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 20 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Novembre 2020

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