martedì 25 settembre 2018
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“VAI MATTEO”

Dopo i crocieristi migranti e i rom da censire ecco le prossime “cartucce” di Salvini

Attualità, Politica | 21 giugno 2018

E’ l’uomo del momento. E’ al centro delle discussioni in modalità social, da salotto e da bar.
E’ Matteo Salvini.
Le sue esternazioni vengono ribattute da ogni testata e diventano subito materia di dibattito, confronto (poco) e scontro (molto).
C’è chi si indigna quando decide di chiudere i porti alla nave Aquarius e chi lo esalta perché ha avuto finalmente il coraggio di fare la voce grossa con l’Europa.
“Con lui si risolverà il problema migranti”, pensano in tanti.
Neanche il tempo di scannarci un po’ e Matteo rilancia: “censiamo i Rom”.
E via alle lotte da tastiera; “è anticostituzionale censire per razza”, dicono alcuni.
“Ma se siamo tutti già censiti, perché loro dovrebbero sottrarsi? Sempre i buonisti dobbiamo fare, ma chi li sopporta a questi Rom, vai Matteo, pensaci tu” ribattono altri.

Ed anche per questa rissa ci sarà poco tempo perché il buon Matteo ha ancora un po’ di cartucce da sparare; castrazione chimica, pistola in casa per difendere la propria proprietà, ecc.

Matteo piace perché è semplice. Parla semplice.
Finalmente via il linguaggio politichese e adesso capiamo tutti.
Anche se niente di quello che dice sarà mai attuato. Ma chi se ne frega, in fondo.
Almeno ora siamo tutti politici.
E Matteo lo sa. Sa che per far crescere il consenso non serve fare le cose; basta dirle.
Agli italiani basta la “percezione” della giustizia, almeno così come la intendiamo.

Anni di Berlusconi ce lo hanno insegnato. Ed anche Renzi ce lo ha spiegato.
E lui ha imparato la lezione alla grande.

Come quando Berlusconi dichiarava, ai pochi giornalisti temerari che osavano fargli qualche domanda sui suoi processi, “sono sempre stato assolto”.
Era una balla, di quelle grandi. Lui lo sapeva; ma sapeva anche che in pochi avrebbero approfondito. E allora chi se ne frega.
Lui che la televisione la conosceva sapeva che la verità è un concetto astruso.
E cresceva nei sondaggi.

Come quando Renzi gridava allo scandalo perché la benzina costava cara in quanto caricata di accise mai levate come quella per la guerra d’Etiopia. Ci avrebbe pensato lui a riportare giustizia. “Bravo, bene, bis”. E anche Renzi volava nei sondaggi.
Chiaramente ci siamo tenuti tutte le accise e la benzina non è mai diminuita di costo.
Ma chi se ne frega. Tanto sempre 10€ mettiamo nel serbatoio.

Ora è il turno di Salvini.
“Chiudiamo i porti alle navi con i migranti in crociera”.
Una parte (a mio avviso minoritaria), si indigna per la mancanza di umanità dei gesti e del linguaggio.
L’altra parte si esalta, perché vede finalmente un ministro che si fa rispettare.
Tutto meravigliosamente semplice.
Basta solo non domandarsi perchè nel frattempo dalla nave “Diciotti” ne stavano sbarcando altri 500.
E altri in arrivo.
Magari un dubbio gli sarà pure venuto, del tipo: “perchè per loro i porti non si possono chiudere?”.
Ma è solo un momento; il timore di doversi informare, dover leggere e capire, disintegra la curiosità.
Più semplice leggere un tweet di Salvini.
Sai che palle capire che trattati abbiamo ratificato, che convenzioni e obblighi abbiamo, quanti sono i migranti portati dalle ONG e quanti invece dalla Guardia costiera, da Frontex, dalla Marina militare e dalla Guardia di Finanza?
Non è molto più semplice pensare che ora abbiamo un ministro con le palle che risolve il problema ed alza la voce con l’Europa?
Anche se poi non lo risolve, ma che fa.
Ora è la volta del censimento Rom. “Vai, Matteo, che sono brutti e cattivi.
Censiamoli, schediamoli e poi appena puoi cacciamoli via.”
“No, è vergognoso, è anticostituzionale, non si può censire per base etnica”, ribattono alcuni (pochi).
E tutti a dibattere dell’aria fritta, perché i Rom non sono extracomunitari.
E il censimento già esiste, per i cittadini italiani. E molti di questi sono italiani. Poi ci sono i rumeni. E quando per assurdo li censisci e scopri quanti di loro sono rumeni, che fai?
Sono cittadini comunitari, dell’Europa, e non possono essere espulsi.

A questo punto direi di portarci avanti con il lavoro.
Quando il prode Matteo invocherà la castrazione chimica per i pedofili e il web sarà invaso di sostenitori per l’approvazione di questa legge, ricordate che con la castrazione chimica non si tagliano le palle ai pedofili.

E’ un semplice farmaco che riduce la libido e il desiderio sessuale.
Non è una soluzione “definitiva”, ma temporanea. Se smetti di prenderlo, non funziona più.
Non è di sicura riuscita. Per renderlo obbligatorio bisogna modificare la Costituzione.

Ma in fondo, a pensarci bene, chi se ne frega.
Vai Matteo.

Maurizio Zaccone

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