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VELE DI SCAMPIA

“The fall of Gomorrah” secondo la stampa internazionale

Periferie | 2 Marzo 2020

“The fall of Gomorrah”, la caduta di Gomorra. Con questa espressione biblica, la stampa internazionale ha raccontato l’abbattimento della Vela Verde iniziato lo scorso 20 febbraio. Il DailyMail, famoso quotidiano britannico, parla nell’articolo del 21 febbraio di “Gomorra rasa al suolo”, ricordando già dal titolo come il quartiere di Scampia sia famoso soprattutto per faide e violenze che hanno ispirato film e serie TV. Come si legge nell’articolo, “il progetto abitativo noto come Vele di Scampia […] divenne sinonimo di povertà e violenza nel Meridione sottosviluppato dell’Italia, mentre la guerra tra i clan imperersava”. Presente anche una galleria fotografica relativa ai lavori di demolizione, in cui le didascalie raccontano la storia delle Vele e dei suoi abitanti.

Anche la rivista Global Construction Review, magazine mensile dedicato all’architettura, ha dedicato un articolo dello scorso 26 febbraio alla demolizione delle Vele. Nell’articolo viene raccontata velocemente la storia della costruzione del quartiere, ma si lascia passare un filo di speranza. Mentre il DailyMail, infatti, racconta solamente di Gomorra, GCR lascia spazio anche ad alcune dichiarazioni relative alle lotte e alla dignità dei cittadini di Scampia, e allo spazio che rimane per raccontare una nuova storia.

Il Guardian, altro famosissimo quotidiano britannico, lascia nel suo articolo datato 20 febbraio la parola agli abitanti del quartiere:

“Per decenni questi condomini in rovina sono stati teatro di sanguinose guerre tra clan camorristici. Le autorità locali hanno descritto la demolizione come un momento storico per la città. […] Le televisioni di ogni parte del mondo sono arrivate a Scampia per filmare la caduta di Gomorra. Nel frattempo, i vecchi abitanti osservavano la distruzione delle loro case in silenzio.

Per 30 anni i residenti sono stati costretti al silenzio dai clan criminali, guardati con indifferenza dalla stampa e perseguitati dalla polizia. Pur riconoscendo la necessità di radere al suolo una zona inabitabile della città, alcuni residenti non hanno potuto nascondere la loro tristezza mentre assistevano allo smantellamento degli edifici. […] ‘Sono nata e mi sono sposata in questa vela’, dice Rosa, 25 anni. ‘Nonostante la serie TV e i film, qui ci vivevano delle persone – Persone vere, con storie vere. Qui, oggi, un pezzo della mia storia muore’. […] ‘Ho vissuto in uno di questi edifici a Scampia per 20 anni e, credetemi, ne avevamo abbastanza di tutte le persone che ci hanno calunniato, dicendo che eravamo gli abitanti di Gomorra’, ha detto Lorenzo, uno dei leader dell’associazione dei residenti. ‘Ci sono persone qui che hanno vissuto con dignità, nonostante tutto’.”

Anche France24, con il suo articolo uscito il 21 febbraio in francese e in inglese, parla di speranza e taglio col passato:

“Un simbolo del potere della mafia napoletana, gli edifici delle Vele nel quartiere di Scampia, sta per essere demolito. Un modo per la città del sud Italia per lasciarsi alle spalle il suo passato mafioso, come riporta il team di France24.”

Non si registrano insomma approfondimenti seri della stampa internazionale sulla vicenda dell’abbattimento Vele e nessuno nomina né la nostra amministrazione nè il governo, nè i progetti futuri per il quartiere. Per la stampa internazionale la caduta delle Vele significa solo la caduta di Gomorra perché così nel mondo viene percepita Scampia. E questo dovrebbe far riflettere tutti sugli effetti di certa propaganda…

Marica Mazella

Un articolo di Marica Mazzella pubblicato il 2 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 2 Marzo 2020

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