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VERGOGNA NEL RAVENNATE

Maestre che maltrattavano i bimbi, soprattutto se meridionali o stranieri

Attualità, Razzismo | 13 Novembre 2014

bimbi maltrattati

Maltrattavano i bambini, obbligandoli addirittura a mangiare il cibo vomitato. Ma soprattutto riservavano ai piccoli schiaffi, strattonamenti, tirate per i capelli, chiudendoli in uno sgabuzzino delle pulizie se piangevano. E poi tante offese, “soprattutto verso i bimbi meridionali e gli stranieri con epiteti del tipo ‘nero di m…'”. E’ il quadro generale che secondo le quattro tra educatrici e ausiliarie sentite in Tribunale, aveva caratterizzato quotidianamente l’asilo nido comunale ”Mazzanti” di Conselice, nel ravennate, tra il settembre 2006 e il dicembre 2010, periodo per il quale le indagini dei carabinieri della locale Compagnia avevano accertato vessazioni verso almeno 42 bimbi tra gli 11 e i 36 mesi.

Tutto è partito dalla denuncia di una 34enne ausiliaria dell’asilo originaria di Mugnano (Napoli) ma residente nel Ravennate che ha riferito di “episodi ripetuti” nell’ambito dei quali se “un bambino veniva preso di mira, per lui era la fine: se non voleva stare seduto, veniva alzato e sbattuto”. In particolare “se un bimbo era tranquillo, veniva lasciato perdere. Se invece piagnucolava, veniva massacrato”.

I maltrattamenti ai bimbi dell’asilo sono emersi netti anche nelle parole di una seconda maestra, un’educatrice 42enne ravennate che ha preferito farsi trasferire piuttosto che rimanere là dentro. “Ho visto bimbi offesi, percossi, isolati in stanze buie. Ogni giorno”. Ha poi raccontato davanti al giudice Corrado Schiaretti e al Pm Stefano Stargiotti di “una bimba inappetente che rigurgitava il cibo.

Per questo due maestre sono già state condannate in abbreviato a tre anni e due mesi e a un anno e otto mesi: si tratta della coordinatrice Monica Medri, 52 anni, e dell’ ausiliaria Aba Nigro, 45. L’educatrice 45enne Michela Brunetti ha invece patteggiato un anno e otto mesi all’inizio del processo entrato nel vivo in mattinata e che vede ora come unica imputata una quarta maestra, la 59enne Alba Alberti, educatrice referente per il Comune di Conselice e tirata in ballo non per i maltrattamenti ma per favoreggiamento perché pur sapendo avrebbe ostinatamente taciuto.

Una storia orribile di maltrattamento e razzismo che fa venire i brividi e non può che indignare profondamente.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 13 Novembre 2014

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