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VERITA’ STORICHE

Cenerentola? Basile la raccontò prima di Perrault. Ma la fiaba nasce in oriente molti secoli prima

Storia | 14 Gennaio 2019

Con “cordiali saluti e dosi di pazienza”, Lorenzo Terzi, storico e archivista, distrugge l’ultima sciocca e come sempre anacronistica battaglia del Movimento Neoborbonico sulla primogenitura di Cenerentola. E in una e-mail inviata alla Divisione Scuola della Zanichelli editore, scrive:  “Apprendo della “fatwa” lanciata contro di voi da tale Gennaro De Crescenzo, “presidente del Movimento Neoborbonico”, che ha invitato i suoi seguaci a tempestarvi di proteste, avendo voi osato sostenere che sia stato il francese Charles Perrault, e non il napoletano Giambattista Basile, ad aver indirettamente promosso l’uso del termine “Cenerentola” quale nome comune per indicare una ragazza ingiustamente umiliata o, per estensione, qualsiasi cosa che non sia tenuta nella debita considerazione”.

Sul piano cronologico la novella di Basile precede quella di Perrault

“Ora: per amore di verità si deve dire che effettivamente la novella di Basile precede quella di Perrault sul piano cronologico” spiega ancora Terzi nella missiva. “Tuttavia sarebbe bastato farvi sommessamente notare la cosa; anche perché, ovviamente, Basile – come del resto Perrault – non fece altro che rielaborare un patrimonio favolistico precedente di secoli. A tale proposito si può leggere, fra gli altri testi di storia della novellistica, il brano dedicato alla fiaba di Cenerentola da Angelo De Gubernatis, del 1883, reperibile anche in rete: https://web.archive.org/…/storia_delle…/pdf/storia_p.pdf.”

Cenerentola tra i “pezzi forti” dello stantio repertorio neoborbonico

“Ma un cortese suggerimento non sarebbe stato sufficiente a placare il “furor bellicus” del De Crescenzo e dei suoi “follower”, che nella scarpetta di Cenerentola hanno trovato uno dei pezzi forti del loro repertorio, come “Piccolo grande amore” lo è per Baglioni.
Vi basti considerare che una delle più accorate battaglie dei “vertici” neoborbonici consiste nella proposta/pretesa di piazzare una lapide sulle scale del Palazzo Reale di Napolli con la scritta: “Qui Cenerentola ha perso la sua scarpetta”. A suo tempo chi scrive fece sommessamente notare che nella fiaba di “Zezolla” non si parla di nessun palazzo reale e di nessuna scala; al fine di corroborare la mia affermazione, citai anche il testo originale di Basile. Per tutta risposta, dovetti sorbirmi un’invettiva da parte del “mentore dei mentori” del sudismo, ovvero Pino Aprile, che mi affrontò con la grazia e l’eleganza di un bufalo imbizzarrito. Mi verrebbe da chiedermi, poi, cosa toglierebbe o aggiungerebbe a me, come meridionale, il fatto che Basile abbia scritto la sua novella dopo o prima di altri. Disgraziatamente il “primatismo” è diventato un vero e proprio disturbo del comportamento, fastidiosissimo, in certi ambienti sedicenti “meridionalisti”” la conclusione di Terzi

Cenerentola potrebbe derivare da Rodopi, fiaba egiziana

Non per sminuire i primati del sud, che sono tanti ma spesso abusati e addirittura, come in questo caso, inventati. A Basile probabilmente va il merito di averla “trasferita” in occidente. Ma non nella versione fiabesca disneyana che conosciamo tutti. una fiaba popolare originatasi probabilmente dalla storia di Rodopi citata da fonti greche come fiaba dell’antico Egitto e che rappresenta la versione più antica conosciuta. Citata sia da Erodoto che da Strabone. Era una  schiava al tempo del Faraone Ahmose II, nel VI° Secolo avanti Cristo. Il faraone Ahmose II in realtà sposò davvero una cortigiana di nome Rodopi, facendo di lei una regina, e la storia ci giunge grazie a numerosi fonti fra cui Esopo, che conobbe personalmente la donna. Durante il periodo di apertura alla Grecia dell’Egitto, la fiaba, mutata rispetto ai fatti originali del matrimonio fra Ahmose II e Rodopi, divenne eccezionalmente popolare, giungendo all’orecchio dei cantastorie di tutto il mondo.

300 le varianti di Cenerentola: tra le più antiche c’è quella  cinese

Cenerentola compare in oltre trecento varianti in numerose tradizioni popolari molto distanti e apparentemente non comunicanti. La ritroviamo anche in Cina nella storia di Yeh-Shen, raccontata da Tuan Ch’ing-Shih: qui ad esempio compiaono piedi minuti della protagonista, notoriamente segno di nobiltà e distinzione nella cultura cinese. La Cenerentola cinese, è forse la più antica tra quelle conosciute, addirittura di circa 700 anni anteriore alla celebre versione occidentale. Qualcuno lo spieghi ai sempre più penosi neoborbonici.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 14 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 14 Gennaio 2019

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