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Dopo la Supercoppa, il Napoli di Gattuso perde (3-1) anche a Verona

Il Napoli di Gattuso ha subito a Verona l'ottava sconfitta stagionale
Sport | 24 Gennaio 2021

A Gennaro Gattuso va riconosciuto un grande merito. Quando si pensa che sia difficile fare peggio, lui riesce puntualmente ad andare ancora più a fondo. Gattuso non alza le asticelle, le fa sprofondare. Così, dopo la sconfitta nella finale di Supercoppa di mercoledì sera contro la Juventus, il Napoli cade anche a Verona nell’ultima giornata del girone di andata.

Finisce 3-1 per i padroni di casa di Ivan Juric. Mai prima d’oggi, il tecnico croato aveva battuto sia gli Azzurri, sia lo stesso Gattuso.

Si salva solo Lozano

Il gol del momentaneo vantaggio del (solito) Lozano dopo otto secondi – il più veloce nella storia del Napoli – ci aveva illusi di essere al cospetto di un pomeriggio diverso. La squadra azzurra sfiora il raddoppio con Demme e ancora col messicano, poi stacca la spina e viene letteralmente surclassata dal Verona.

La formazione di Juric ha il merito di non uscire mentalmente dall’incontro e torna di prepotenza in partita. Dimarco, impacciato sulla rete del vantaggio partenopeo, si riscatta al 34°, avviando e finalizzando l’azione del pareggio. Nella circostanza totalmente inspiegabile la mancata copertura difensiva di Di Lorenzo, in netto ritardo sul laterale gialloblu.

Un Napoli irriconoscibile

Il secondo tempo del “Bentegodi” è la copia esatta della serata di Reggio Emilia. Chi si aspettava un Napoli tambureggiante e lanciato alla ricerca della vittoria, deve invece fare i conti con una squadra in balia di sé stessa.

Gioco e idee latitano, la difesa rischia di crollare a ogni minima sortita veronese. La squadra manca di distanze, dinamismo e geometrie. Gattuso ha il merito di togliere subito Insigne, impalpabile e imprigionato nel ricordo del rigore in Supercoppa. Ma, complice l’ammonizione rimediata da Demme nel primo tempo, persevera nel tenere dentro Bakayoko.

Il francese, che già contro la Juventus aveva palesato evidenti difficoltà nel posizionamento e nella copertura difensiva, è protagonista in negativo sull’azione del raddoppio del Verona. Zaccagni legge lo spazio alle sue spalle, Barak lo attacca dall’angolo sinistro dell’area di rigore e fredda Meret sul palo lungo.

La partita del Napoli finisce praticamente qui.

“Fate presto”, ma forse è già tardi

Con la sua squadra nell’angolo del ring, Gattuso reagisce di nervi. Al suo Napoli, da tempo, manca un’identità chiara e riconoscibile. Mister Veleno manda in campo tutti i calciatori offensivi di cui dispone. Mertens, Osimhen, Politano, Elmas.

Più che un ragionato tentativo di risolvere il rompicapo, il tecnico azzurro si affida praticamente alla sorte. Il Napoli non ne vien fuori e subisce addirittura il terzo gol. Dopo aver chirurgicamente rifinito per Barak, Zaccagni stavolta ci mette la firma su cross di Lazovic.

Al fischio finale, non ci resta altro che aggiornare lo score. Al giro di boa del suo campionato, Gattuso ha già collezionato sei sconfitte. Le ultime quattro sono arrivate nell’ultimo mese di stagione.

“Fate presto”, ci verrebbe da dire. La sensazione, però, è che sia già troppo tardi.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 24 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 24 Gennaio 2021

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