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VIA GUSTAVO HERMANN

Il figlio, Federico: “Mio padre, un grand’uomo. Facciamone un esempio e non un mito”

Attualità, Eventi, NapoliCapitale, Periferie, Politica | 9 Febbraio 2017

Oggi si è inaugurata a Piscinola una strada intitolata a mio padre, Gustavo Hermann, fisico, comunista.

Mi preme innanzitutto ringraziare i compagni che si sono adoperati a tal fine e soprattutto Mimmo Lopresto al quale esprimo la mia vicinanza per il grave lutto familiare.

Gustavo Hermann non era il padre che la domenica ti porta in villa comunale a giocare a pallone; quando non lavorava, studiava o scriveva (col mio grande stupore di quattordicenne, passò i primi, e purtroppo pochi, giorni della sua pensione studiando un volume di fisica di tale Kolmogorof, incomprensibile ai più dalla copertina in poi).

E’ stato però  padre per tutta una generazione di idealisti che hanno creduto in un progetto rivoluzionario che come fine ultimo aveva che cessasse lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e si costruisse una società libera e giusta: il comunismo.

E ci credevano. Ricordo le riunioni a casa, la stanza piena di fumo, i compagni che discutevano per ore e alla fine volantini, ciclostili e tazebao. E ricordo quando si autotassavano per finanziare iniziative di lotta mettendo tutto in uno shopper.

Mio padre nel privato aveva anche un aspetto divertente e talvolta  giullaresco nel commentare ad esempio le grazie delle vallette di Sanremo o Fantastico che non avrebbe perso neanche su imperativo del compagno Mao in persona, o nel decantare monologhi surreali o filastrocche oscene per prendere sonno la sera.

Tanta gente ricorda mio padre, e nelle situazoni più impensabili spunta qualcuno che lo conosce e che ha dei ricordi forti da condivdere. Per me questo è importante perché mi aiuta a ricostruire frammenti di una persona scomparsa troppo presto. Da qui l’enorme gratitudine a tutti coloro, compagni e non, che hanno portato avanti l’iniziativa odierna e anche a chi ha voluto esserci stamattina.

Mio padre è stato un grande uomo ma vorrei non se ne facesse un mito; tutt’al più un esempio di come la politica possa parlare alla gente facendosi capire, capendola, e lottando per la giustizia sociale. Guai a fare dell’esperienza di mio padre un punto inarrivabile del dibattito politico. La politica si svolge al presente e vanno apprezzati tutti quei militanti che con tutti i limiti ed errori che chi fa le cose può avere, provano a creare delle prospettive alternative al capitalismo liberista che sta frantumando la dignità basilare dell’essere umano.

Sarebbe bello vedere tutte le forze antagoniste della città coese in un dibattito politico condiviso superando inutili particolarismi che andrebbero lasciati ai circoli parrocchiali.

Ma sia chiaro, non voglio dare lezioni  anche perchè non sono nessuno per farlo: la mia opera di militanza si limita a collaborare col giornale che pubblica questo scritto, e non credo che la politica si tramandi per via ereditaria.

Credo piuttosto che ciascuno scriva la propria storia personale e per quella vada giudicato. Il pedigree lasciamolo ai veterinari.

Federico Hermann

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Febbraio 2017 e modificato l'ultima volta il 10 Febbraio 2017

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