lunedì 20 maggio 2019
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Elena Ferrante protagonista ancora al Salone del libro (video Samir Fennane)

Cultura, NapoliCapitale | 13 Maggio 2019

“Con stima e affetto, Elena”. È un carteggio iniziato nel 2017 e durato molti mesi, quello tra Saverio Costanzo e la scrittrice partenopea senza volto, Elena Ferrante, durante la lavorazione della serie televisiva tratta da “L’amica geniale” di cui Costanzo è regista.

L’invenzione occasionale

“Come scrivere a un fantasma”, ha commentato il regista, ieri, durante il Salone del Libro “in un carteggio fatto di timori, gratitudine, attesa e cautele”. Uno scambio epistolare che ieri  grazie alla voce di Alba Rohrwacher, che ne ha letto alcuni estratti, è diventato anche quello “oggetto di culto”, come tutto quello che riguarda la nostra più grande scrittrice vivente. Del resto l’incontro col pubblico aveva come “scusa” quella dell’uscita di “L’invenzione occasionale” un libro sempre per i tipi di E/O, suoi storici editori, che raccoglie gli interventi della Ferrante nella rubrica settimanale dell’inglese The Guardian, uscita per diversi mesi lo scorso anno.

Dalla letteratura alla fiction

“La domanda che mi sono posto inizialmente – ha detto Costanzo – è stata: come fare a restituire la vitalità della Ferrante attraverso una scrittura cinematografica più lineare? Abbiamo quindi fatto un’operazione molto rischiosa. L’unico modo per dare corpo ai personaggi era quello di farli stare nel tempo presente. Temevo di uccidere tutto, ma abbiamo lavorato su grandi sequenze in cui gli attori potessero tirare fuori l’urgenza della scrittura, traducendo quella forma letteraria in una messa in scena”.

Ma la sfida, anche a giudicare dagli ascolti della prima serie, invece è riuscita.

“Dopo la trasposizione della Solitudine dei numeri primi – ha continuato Costanzo -, che ha deluso la maggior parte dei lettori, mi ero ripromesso di non fare più film tratti da bestseller. Poi è arrivata la proposta per l’Amica geniale, e, avendo letto tutta la teatralogia – mi sono accorto che il mio io da regista coincideva con quello del lettore. Mi sono quindi sentito in grado di modificare notevolmente la struttura e ho costruito il mio tempo drammaturgico. Sento di non avere mai messo il mio maschile davanti ai personaggi, anzi, di aver aiutato la mia parte femminile a venire fuori”, ha aggiunto. E, se la prima stagione, osannata da critica e pubblico, ha reso omaggio al cinema degli anni ’40 e ’50, per la seconda si prevede un ulteriore sviluppo di questa vocazione “enciclopedica”.

Napoli di nuovo set de “L’amica geniale”

In questi giorni, del resto, Napoli è diventata di nuovo set della fiction tratta dalla quadrilogia ferrantiana.

“Dopo l’adattamento del racconto cinematografico al filone neorealista, nella seconda stagione arriveranno travolgenti gli anni Sessanta: Lila si sposa, il suo orizzonte e quello di Lenì si allarga oltre il rione. Di conseguenza anche il ritmo cinematografico si intensifica, le scene si fanno più veloci, e non posso non pensare alla Nouvelle Vague. Così sto cercando di evolvere dalla compostezza didascalica del primo racconto. Qui le ragazze agiscono di più e hanno più consapevolezza di chi sono e dove vogliono andare”.

 

Il video è di Samir Fennane.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 13 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Maggio 2019

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