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Il corto di Gianfranco Gallo su Denyse, la figlia di Cutolo, girato nel 2017: “Al di là del vetro”

Cinema | 18 Febbraio 2021

Denyse, al di là del Vetro, è un racconto filmato, firmato da Gianfranco Gallo e girato nel 2017, che racconta il caso assurdo della figlia dell’ex capo della NCO Raffaele Cutolo, nata con la fecondazione quando il padre era già in carcere da anni.

Spiega lo stesso Gallo, in questo lavoro dove non esprime giudizi ma semplice empatia e sensibilità d’artista: “Due anni fa ho girato un cortometraggio sulla figlia di Cutolo, Denyse, un’adolescente con tanta voglia di normalità. Ho frequentato per questo la loro casa. Spesso i figli pagano colpe non loro, troppo spesso. Non sono mai entrato nel dibattito sul vecchio capo della NCO, non era quello il focus. Tuttavia, avendo dovuto studiare a fondo tutta la vicenda, posso dire, nel massimo rispetto di tutte le vittime di camorra, che il 41 Bis eterno di Cutolo è stato palesemente una sconfitta per uno Stato di diritto, non certamente una vittoria”.

E ricorda ancora: “Quando decisi di girare il breve racconto filmato sulla storia di Denyse Cutolo, dovetti abbandonare un progetto per me ben più grande, ma lo feci senza pensarci nemmeno e sapete perché? Perché sono un artista ed un artista vive di emozioni, di suggestioni, di continui battibecchi con la propria coscienza ed il proprio istinto. Ero arrivato ad Ottaviano per scrivere la sceneggiatura di un lungometraggio sulla storia di Cutolo da quando lo isolarono all’Asinara fino ai giorni di cui parlo. Mi interessava a livello psichico, tutte le perizie riportavano “normalità””.

“Mi intrigava capire – continua – come era possibile che un essere umano lasciato da decenni in isolamento stretto, potesse risultare “normale”. Malgrado ciò, quando conobbi la signora Iacone, moglie di Cutolo, l’istinto e la necessità più urgente che chiamavano in quel momento, mi fecero abbandonare l’idea di raccontare lui e cominciai a scrivere di lei. Poi ad un certo punto vidi Denyse, avvertivo tutte le sue ansie anche se cercava di nasconderle, capivo che quel suo passare il giorno sulle applicazioni del cellulare era solo la voglia di rifugiarsi in qualsiasi posto, vedevo chiarissimo il suo disagio di sapere di essere vista come qualcosa che nemmeno lei aveva ancora capito di essere, non aveva ancora 12 anni, allora lasciai tutto e raccontai di lei.

Avrei potuto fare il mio lungometraggio, la mia coscienza mi disse di girare quel piccolo documentario. Solo 5 minuti che hanno vinto diversi premi e che in rete oggi “vantano” centinaia di migliaia di visualizzazioni. Se solo un quarto di chi ha visto si è posto delle domande , la mia funzione di artista è stata utile. Quindi , voi che non sapete chi sono gli artisti e cosa li muove, state zitti”.

Il corto, presentato in esclusiva al Festival del Cinema di Tavolara nel 2019 – diretto da Piera Detassis – ha vinto diversi premi tra i quali Miglior regia al Festival Galà del Cinema e della Fiction in Campania, “Miglior film di inchiesta” al CAstello film Festival. Ha partecipato alla selezione dei David di Donatello.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 18 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 18 Febbraio 2021

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