mercoledì 23 gennaio 2019
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Vico della Cupa (oggi via Palasciano): una targa per la Ortese a 20 anni dalla morte

Cultura | 9 Marzo 2018

Con una targa in via Ferdinando Palasciano, la via Cupa vecchia di Eugenia, protagonista del racconto “Un paio di occhiali” ne “Il mare non bagna Napoli”, la città ricorda la scrittrice Annamaria Ortese a vent’anni dalla scomparsa.  Alla cerimonia, questa mattina, erano presenti il sindaco Luigi de Magistris, l’assessore Nino Daniele, la pronipote della Ortese, Laura De Stefano, la sua biografa, molti amanti ed esperti della grande autrice che non nacque a Napoli ma che tanto bene descrisse nel Mare non bagna Napoli.

“Erano molto veri il dolore e il male di Napoli, uscita in pezzi dalla guerra. Ma Napoli era città sterminata, godeva anche d’infinite risorse nella sua grazia naturale, nel suo vivere pieno di radici” scriveva l’Ortese raccontando di noi, con gli occhi simili a quelli dell’Eugenia del suo racconto.

In un’intervista, una delle ultime, a Repubblica, descrisse così il suo libro che indignò diversi intelletuali dell’epoca alla domanda su come dovesse essere letto con gli occhi di poi. “Come il documento di una città e di una personalità umana, la mia, che viveva in uno stato di ansia dolorosa, di angoscia. Il mio amico La Capria ha scritto che la Napoli da me raccontata lui non l’ ha mai vista. Invece c’ era. Nella mia memoria ha lasciato un solco. Mi torna in mente una ragazza senza le gambe. Uomini con i moncherini. Perché nasceva tanta gente deforme? Incesto, malattie antiche, semplice miseria? Se ho usato toni eccessivi è perché eccessiva era la realtà che vedevo. Nel descrivere i Granili non potevo servirmi di altre parole. Dovevo usare matite forti, altrimenti quelle scene sarebbero scomparse dalla letteratura. E dalla vita, che è lo stesso. La vita è come se non ci fosse. Non lascia segni. La letteratura, quella sì che ne lascia”

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Marzo 2018 e modificato l'ultima volta il 9 Marzo 2018

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