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VINO ANTI-COVID

Taurasi dei miracoli: i produttori si consorziano per regalare bottiglie al personale medico campano

Agroalimentare | 24 Aprile 2020

Il covid riesce a fare anche miracoli. Come consorziare tra loro, nel nome del vino anti virus, i produttori irpini di Taurasi, uno dei prodotti vinicoli più noti della Campania. Il loro meraviglioso rosso pare sia porti benefici contro il Coronavirus. Ma partiamo dall’inizio di questa bella storia tutta made in Sud.

L’integratore al Taurasi ha un ruolo contro il Covid

Mentre è avviata da settimane la sperimentazione del Tocilizumab, il farmaco per l’artrite che si sta rivelando prezioso nella terapia infiammatoria da Sars Cov 2, un’altra novità che arriva sempre dall’Azienda dei Colli di Napoli: è la sperimentazoine su un’integratore a base di Taurasi, il famoso vino rosso Docg irpino. Un recentissimo studio apparso sulla prestigiosa rivista scientifica Nature e pubblicato da Guangdi Li ed Erik De Clercq evidenza come il Resveratrolo contenuto in questo vino potrebbe avere un ruolo contro il Covid-19. Nello studio vengono sperimentati in vitro e su animali diverse molecole contro i principali beta coronavirus. Tra queste, il Resveratrolo che sarebbe capace di bloccare la replicazione virale di Mers, un cugino di primo grado di Covid-19.

La sperimentazione in corso alla Federico II

Da questo presupposto è partita la sperimentazione del Direttore del Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II  di Napoli, Ettore Novellino che ha brevettato una miscela di polifenoli, il Taurisolo, a base di resveratrolo estratto dalle vinaccie dell’Aglianico noto come luxovas. Novellino ha messo a punto un protocollo di sperimentazione  coinvolgendo il Monaldi dove il direttore del dipartimento di Pneumologia Alessandro Sanduzzi Zamparelli lo ha usato in formulazione aerosol nei pazienti con Tbc bacilliferi per valutarne la portata antinfiammatoria: “Dopo una sola somministrazione in 2 pazienti su tre l’Interleuchina 6 al prelievo  risulta dimezzata. Un rilievo molto promettente per controllare la fase infiammatoria di Sars.-Cov-2 di cui attendiamo l’ok dell’Aifa per la sperimentazione”.

I produttori di Taurasi scendono in campo

Notizie, queste, che non potevano non attirare l’attenzione dei produttori di Taurasi, nettare che dai tempi dei Greci, nasce dalla premitura delle uve rosse del Taurasi. Così i 15 produttori di vino delle terre del Taurasi  sono scesi in campo per la battaglia contro il covid. Il 30 aprile da Taurasi paritranno diversi camion per la consegna di centinaia di bottiglie di vino contenente il miracoloso resveratrolo che saranno consegnate agli operatori sanitari campani.

Ideatori dell’iniziativa l’avvocato Lorenzo Mazzeo presidente dell’International Rotary Taurasi, il sindaco di Taurasi Antonio Tranfaglia, e lo storico dottore Nicola Forte.

“Sono sindaco da maggio 2019, la mia famiglia risiede a Taurasi da oltre sei generazioni, e questo legame così forte e radicato accentua la mia passione per il nostro territorio – spiega Tranfaglia – per me non esiste una versione ottimale del Taurasi, ogni Taurasi è l’espressione dell’identità, della passione e della dedizione del vigneto della nostra terra che lo produce. Questa è la bellezza del vino – prosegue il Sindaco di Taurasi – si parte dalle stesse uve e grazie all’intervento dell’uomo, in vigna prima e in cantina dopo, si avranno risultati differenti, pur mantenendo sempre uno standard qualitativo molto alto. Oggi noi con il nostro vino vogliamo premiare i risultati degli eroi dei nostri tempi, i medici che in corsia prima e nelle terapie intensive dopo si sono dedicati con amore ai pazienti del coronavirus”.

L’idea dei produttori di Taurasi è di “lanciare” tra i nostri sanitari queste bombe benefiche, per vincere la guerra.

In Irpinia si coltivano circa 800 ettari di vigneto “aglianico di taurasi”, di cui 120 ettari destinati alla produzione di taurasi docg, con una produzione di circa 9000 quintali di uve e 6370 quinta li di vino, per un totale di circa 850000 bottiglie di taurasi docg: nella sola provincia di Avellino i produttori di taurasi docg sono 97.

“Taurasi è stato il primo vino di tutto il centro sud Italia a ricevere la denominazione docg nel 1993 – racconta ancora il sindaco – Il Taurasi viene esportato in tutto il mondo con percentuali molto rilevanti. Prima di poter essere imbottigliato il Taurasi ha bisogno, secondo disciplinare, di un invecchiamento di 36 mesi, di cui almeno 12 in legno, mentre il Taurasi “riserva” ha bisogno di 48 mesi di invecchiamento, di cui almeno 18 in legno.

Un vero taurasi docg si presenta con un colore rosso rubino intenso tendente al granato, fino ad acquisire riflessi aranciati con l’invecchiamento. Note di frutti rossi maturi, liquirizia e spezie caratterizzano la parte olfattiva, mentre l’estrema eleganza, il tannino piacevole e la vivacefreschezza, in equilibrio con la morbidezza, quella gustativa” .

“Abbiamo voluto rivolgerci ai 15 produttori di vino Taurasi docg delle nostre terre – spiega l’avvocato Mazzeo -che stanno imbottigliando in queste ore vino e confezioni per i medici che saranno recapitate ai medici del Mono/di come nostro ringraziamento per il loro instancabile lavoro di dedizione che hanno mostrato sin dai primi giorni del terribile virus” .

 “Il fine giustifica il motto in virus vinos taurasi cioe nel bere il vino si cura, e si ammazza il virus – spiega lo storico Nicola Forte ideatore anche del logo dell’iniziativa. Tra i tanti appassionati del Taurasi docg – racconta Forte – si annovera l’attore hollywoodiano Kurt Russell, che lo scorso giugno, insieme a Kate Hudson e Goldie Hawn, è stato fotografatoin una cantina per bere il miracoloso Taurasi” .

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 24 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Aprile 2020
##covid   #taurasi  

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