fbpx
sabato 26 settembre 2020
Logo Identità Insorgenti

XYLELLA E ULIVI

Sull’emergenza la Regione fa resistenza all’incontro con gli agricoltori

Ambiente, DueSicilieOggi | 24 Luglio 2014

ulivo affetto da xylella

Le insistenze delle associazioni degli olivicoltori (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) non bastano: il 9 luglio a Lecce dovrebbe tenersi l’atteso incontro operativo con i vertici regionali dell’Assessorato all’Agricoltura e dell’Osservatorio fitosanitario. Ma l’ok definitivo ancora non c’è: pare che alla Regione non sappiano che pesci prendere nè quali risposte dare alle tante richieste su come agire e come muoversi.

Che fare contro la Xylella, il batterio killer che tanto fa discutere – e sulle cui conseguenze ci sono pareri assai discordanti – che è stato individuato – tra molti sospetti di pressioni multinazionali – nell’ottobre scorso dallo stesso Osservatorio, dal Cnr e dall’Università di Bari?

Le risposte potrebbero venire da questa riunione che la Regione stenta a concedere: indicazioni concrete per rendere efficace l’anello di isolamento largo due chilometri che corre tutto intorno all’area di Gallipoli.

Il Governo intanto ha concesso la deroga al divieto di bruciare nelle campagne i residui e gli scarti di potature e ramaglie vegetali. Senza questo provvedimento, gli olivicoltori avrebbero dovuto trasportare altrove gli scarti per smaltirli con oneri aggiuntivi oltre quelli rivenienti dal mancato raccolto e dalla perdita di alberi per via del disseccamento rapido che li colpisce.

La speranza è che l’emergenza si ridimensioni. Intanto si susseguono i sopralluoghi. Da ultimi sono arrivati i tecnici di tutte le Regioni italiane, come prevedono le procedure in casi simili. In quaranta lunedì e martedì hanno registrato il nerume che accomuna gli ulivi in alcune zone colpite a morte. L’associazione “Spazi popolari” di Sannicola ha invitato i Sindaci di Copertino, Nardò, Galatone, Gallipoli, Galatina, Collepasso, Sannicola, Tuglie, Alezio, Parabita, Matino, Casarano, Melissano, Taviano, Racale, Alliste, Ugento, Seclì e Neviano a prendere in mano la situazione “perché se di grave patologia si dovesse trattare, la nostra Regione deve essere aperta al parere di più esperti”. L’associazione indica cinque punti di indagine e ricerca.

Dall’Osservatorio fitosanitario regionale di Bari non si replica alla messa sotto accusa. Ci si limita a dire che “tutti i risultati delle ricerche fin qui fatte con Università di Bari e Cnr sono pubblici”.

Ma mentre si attende di capire operativamente cosa bisognerà fare nella fascia larga due km che circonderà  l’area gallipolina, data per persa, e che deve tamponare l’espansione del contagio, si sta puntando a presentare un progetto all’Ue con cui finanziare (l’altro problema infatti è che la Regione non ha soldi) una vasta e profonda ricerca, col coinvolgimento di 18 Istituti di ricerca e con 25 partnership. Ci sarebbero anni di ricerca dopo, su di una Xylella tanto fastidiosa quanto mutante.

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Luglio 2014 e modificato l'ultima volta il 24 Luglio 2014

Articoli correlati

Ambiente | 15 Settembre 2020

VESUVIO

Gli operatori turistici contro Casillo: ultimatum al Presidente dell’Ente Parco

Ambiente | 31 Agosto 2020

IL DISASTRO

Monti Lattari in fiamme, compromesso parte del Sentiero degli Dei

Ambiente | 27 Luglio 2020

L’APP

Astroni, nasce l’applicazione per segnalare i rischi legati agli incendi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi